Un'estensione non è un plugin appiccicato: è una capacità dichiarata.
Nella maggior parte delle piattaforme un'estensione vive ai margini: un plugin che si aggancia a un punto previsto, con un proprio modello di permessi, una propria interfaccia e una propria vita. Funziona finché qualcuno ricorda che esiste.
Qui è diverso, e la differenza è strutturale. Un tool costruito su questa base si dichiara come risorsa — quali azioni espone, quali campi accetta, cosa restituisce, cosa fare in caso di errore — ed entra nel Capability Registry insieme a tutto il resto. Da quel momento è una capacità come le altre: una pipeline lo richiama come richiamerebbe un'operazione interna, l'orchestratore lo può includere in un piano compilato, i permessi che valgono per chi lo invoca valgono anche lì.
La conseguenza che conta davvero: quello che costruite non è un'eccezione da mantenere a parte. Non ha un proprio livello di autorizzazione da tenere allineato, non è invisibile all'agente AI, non sfugge alla tracciabilità. È il motivo per cui l'estensibilità qui non produce il debito tecnico che di solito produce.