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Un dominio.
Tre motori, un ecosistema.

la piattaforma

Backend, interfaccia e orchestrazione leggono lo stesso modello del tuo dominio — non tre prodotti integrati dopo il fatto, tre letture della stessa fonte.

overview

Non un backend con un assistente aggiunto sopra.

La maggior parte dei software separa tre cose che invece dovrebbero restare una sola: cosa contiene il tuo dominio, cosa il sistema può fare, e come le persone interagiscono con il risultato. Pwas le tiene insieme in un unico modello — letto dal motore che gestisce i dati, da quello che pianifica e governa le azioni, e da quello che genera l'interfaccia — sempre sincronizzati, perché sono la stessa fonte, non tre copie da mantenere allineate a mano.

il modello condiviso

Un'unica fonte, letta da ogni motore.

Non tre sistemi che si scambiano informazioni — la stessa descrizione del dominio, interpretata in tre modi diversi.

Struttura del dominio

Cosa esiste nella tua applicazione, come si collega, e le regole che ogni informazione deve rispettare — sempre aggiornate, mai duplicate.

Azioni disponibili

Cosa si può fare con ogni informazione — letture, scritture, processi complessi — con effetti e permessi dichiarati esplicitamente.

Processi riconosciuti

Gli obiettivi che il sistema sa raggiungere, le condizioni necessarie, e come presentare il risultato quando li raggiunge.

Componenti dell'interfaccia

Cosa può mostrare l'interfaccia, con quali dati è compatibile, e quali azioni espone — pronti per essere composti.

dove si applica

Non uno strumento di nicchia.

Lo stesso modello dichiarativo scala dalla singola informazione a intere categorie di software — questi sono gli scenari più ricorrenti.

@1
Software multi-cliente

Isolamento tra clienti diversi e visibilità per ruolo su ogni informazione, pronti dal primo giorno — non una riscrittura per ogni nuovo cliente.

@2
Strumenti interni

Ogni informazione aggiunta ottiene subito gestione completa e controlli di accesso avanzati per il personale.

@3
Vendita online e marketplace

Processi che compongono catalogo, prodotto e pagamento in un unico flusso coerente, anche con passaggi esterni lenti.

@4
Contenuti multilingua

Qualsiasi informazione può gestire più lingue, con fallback automatico e aggiornamenti coerenti in scrittura.

@5
Backend per agenti AI

Un agente può operare sull'intero sistema attraverso lo stesso modello condiviso, senza mai dover conoscere i dettagli tecnici sottostanti.

@6
Sistemi regolamentati

Ogni azione automatica lascia una traccia replicabile, pensata per contesti dove la tracciabilità non è opzionale.

posizionamento

Le piattaforme più vicine.
Nessuna ha davvero questa forma.

Palantir, Salesforce, ServiceNow e Microsoft offrono già pezzi di questa visione — un modello di dominio dinamico, agenti collegati ad azioni reali, workflow governati, interfacce guidate da metadati. L'A2UI di Google sta standardizzando qualcosa di molto vicino all'approccio della piattaforma alle interfacce. Nessuno di loro combina uno schema derivato dinamicamente, pianificazione semantica, verifica preventiva, governance degli effetti e interfacce costruite dinamicamente in un unico ecosistema.

Palantir Foundry
(Ontology + AIP)

Il parente architetturale più vicino — oggetti, logica, azioni, sicurezza e workflow come unico linguaggio operativo per persone e agenti. Più pesante e più legato all'infrastruttura rispetto a un ecosistema pensato per restare compatto e portabile.

Salesforce
Agentforce

Condivide contratti di azione tipizzati e interfacce generate direttamente da essi. Resta centrato sul modello applicativo di Salesforce — la maggior parte dei workflow va ancora pre-costruita come asset di piattaforma, non composta da zero a partire da primitive.

ServiceNow
AI Platform

Forte su orchestrazione di workflow multi-step governati, con contesto dati reale. Orchestra agenti e workflow già esistenti, invece di comporre e verificare una nuova procedura a partire da primitive di base.

Microsoft
Power Platform

Dataverse, Copilot Studio, Power Automate e Power Apps coprono quasi ogni pezzo — come prodotti separati. Pianificazione, verifica e composizione dell'interfaccia restano responsabilità di strumenti diversi, non di un unico continuum.

Google
A2UI

Più un'idea compatibile che un competitor: un agente descrive un'interfaccia in modo dichiarativo, il client la renderizza da un catalogo di componenti approvato. Nessun backend, schema dinamico o motore di workflow dietro — un compagno naturale del modello a componenti della piattaforma.

CapacitàMercato oggiPwas
Modello di dominioOntologie e piattaforme low-codeStruttura del backend, interpretata direttamente
AzioniStrumenti e workflow registratiPrimitive e processi componibili
Pianificazione AIAgenti che scelgono strumentiUn piano composto e verificato
Controllo di coerenzaContratti per singola azionePropagato lungo l'intero processo
Interfaccia dinamicaGuidata da metadati o generativaComponenti derivati dallo stesso modello
Portabilità del modelloDi solito legata alla piattaformaModello sostituibile e specializzabile
Unità architetturaleUna suite di prodotti connessiUn unico ecosistema dichiarativo, end to end

Un ecosistema applicativo dichiarativo che trasforma l'intento in processi di backend verificati ed esperienze coerenti — alimentato da un unico modello dinamico e condiviso del tuo dominio.

Un sistema guidato dall'intento: dal dato, all'azione, all'interfaccia.
domande frequenti

La piattaforma: le domande.

Devo adottare tutta la piattaforma o posso partire da un componente?
Si parte quasi sempre da un componente, tipicamente il backend interpretato, perché è lì che si capisce il modello. Le interfacce generate e l'orchestrazione hanno senso appena il dominio è descritto bene, e si aggiungono senza integrazione, perché leggono lo stesso modello invece di doverci essere collegate.
Cosa succede quando serve qualcosa che il modello dichiarativo non copre?
Si costruisce, e diventa parte del dominio invece di restarne fuori. Pwas.Microservice è la base ufficiale per farlo: fornisce contratto, autenticazione, coda asincrona, webhook e accesso ai modelli, e voi scrivete solo la logica specifica. Un tool così costruito si dichiara come risorsa ed entra nel Capability Registry come qualsiasi altra capacità — le pipeline lo richiamano, l'orchestratore lo può includere in un piano compilato e verificato, i permessi valgono anche lì. Non è un plugin appiccicato ai margini con un proprio modello di sicurezza da tenere allineato a mano.
Che differenza c'è rispetto a una piattaforma low-code?
Le piattaforme low-code costruiscono applicazioni attraverso un'interfaccia visuale e producono un artefatto che vive dentro quella piattaforma. Qui il dominio si descrive in file di testo strutturati, versionati come qualsiasi documento, e il motore li esegue; non c'è un ambiente visuale proprietario in cui l'applicazione risiede, e questo cambia sia chi può lavorarci sia cosa succede se cambiate fornitore.
È adatto ad applicazioni con logiche molto specifiche?
Fino a un certo punto, ed è utile saperlo prima. Il modello copre benissimo domini gestionali articolati — entità, relazioni, permessi, processi, automazioni — e male i calcoli altamente specializzati, che vanno isolati in componenti dedicati e richiamati come risorse dichiarate. Se il cuore del vostro problema è un algoritmo, il modello dichiarativo è il contorno e non il piatto principale.
Quanto è matura la piattaforma?
È in esercizio su progetti reali, seguiti direttamente da chi la costruisce. Lo diciamo chiaramente: l'ecosistema di partner e i materiali pubblici sono ancora in crescita, mentre il prodotto è in produzione. Chi entra adesso lavora a contatto diretto con il team e ha peso sulle priorità di sviluppo.
Che competenze servono per lavorarci?
Competenze ordinarie di sviluppo e integrazione, più la disponibilità a ragionare in modo dichiarativo, che è la parte che richiede il cambio di abitudine maggiore. Per le modifiche di dominio non serve un programmatore: serve qualcuno che conosca i processi e sia stato formato sulla struttura della configurazione.
Cosa succede ai nostri dati e alla nostra configurazione?
I dati stanno su un database relazionale standard interrogabile con strumenti comuni; la configurazione è costituita da file di testo leggibili e versionati dove decidete voi. Sono due scelte deliberate, perché determinano se restare con un fornitore è una decisione economica o una condizione obbligata.
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